26 novembre 2009

Marketing o sicurezza??




Il 31 dicembre di quest'anno sarebbe dovuta entrare in vigore, ufficialmente, la tessera del tifoso. La card, che oltre ad una serie di agevolazioni per il tifoso, permette di seguire la propria squadra in traferta. Per ottenerla però è necessario il nulla osta della questura.

Le proteste dei tifosi, ed alcuni malumori in seno a qualche società calcistica, hanno fatto slittare l'entrata in vigore del provvedimento.

Ma cos'è in realtà questa tessera? Che problematiche giuridiche e sociologiche solleva?

Vi rimando ad un mio articolo pubblicato sull' Osservatorio della legalità.
Eccolo qui:

Altre informazioni utili qui:
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23 novembre 2009

Dalla padella al serbatoio




Good news.

Nella puntata di ieri di report (nello spazio dedicato alle "buone notizie", appunto) è stato illustrato il procedimento per ottenere biocarburante dall'olio fritto. Esatto, dall'olio da cucina utilizzato per le fritture.

Procediamo con ordine:
Ci sono tanti modi, oltre al petrolio, per ottenere carburante. Ad es. il bioetanolo può essere ricavato dal mais ottenendo del carburante a basso costo. Difatti negli ultimi anni c'è stata un'espansione sproporzionata di questo settore. Ma esiste l'altro lato della medaglia: la sicurezza alimentare. E' stato dimostrato che il 75% dell'aumento del prezzo del mais negli ultimi anni è dovuto, appunto, all'aumento dei biocarburanti. Risultano evidenti gli svantaggi, dal punto di vista dell'efficenza ( le emissioni planetarie si riducono del 20%, ma a fronte di un aumento del prezzo del mais dell'75% ) e di etica ( un'immensa quantità di mais sfruttato per alimentare gli impianti e le autovetture del mondo occidentale, che potrebbe invece sfamare milioni di persone nei paesi del terzo mondo).

Il bioetanolo non va bene quindi. Passiamo ai biocarburanti di seconda generazione, quelli che vengono ricavati dai materiali di scarto.

E' il caso del biodiesel ricavato dall'olio di frittura.

Succede a Graz (Austria), dove riescono a convertire in carburante 180mila litri d'olio all'anno, proveniente da ristoranti, mense, ma anche da privati. Tutti i mezzi pubblici di Graz sono alimentati al 100% da biodiesel.

Anche a Rovigo fanno qualcosa di simile. Esistono undici punti di raccolta dell'olio in città ed in media ogni anno vengono raccolti circa 30 mila litri l'anno, poi spediti in una raffineria di Aprilia.
Qui trovate il video di questo servizio di report.

Ecco un abile modo per risolvere due problemi: lo smaltimento di un liquido (l'olio appunto) altamente inquinabile e con costi di smaltimento elevati assieme all'annoso problema della dipendenza dal petrolio, che genera guerre e crea una elite di pochi potenti che goverano il mondo.

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20 novembre 2009

La giustizia secondo Gomez


Peter Gomez è uno dei migliori giornalisti italiani. E' un Travaglio più preparato e meno saccente: quasi perfetto direi. Non è un caso che molti libri di successo del paladino dell'antisistema Travaglio siano stati scritti a due mani, proprio con il bravo Gomez (mi viene il dubbio che in alcuni casi Travaglio ci "metta solo la faccia").
Ecco un interessante articolo pubblicato sul suo blog in merito all'attuale questione giustizia:

Velocizzare
i tempi della giustizia si può. E il bello è che lo si può fare anche a costo zero. Solo che nessuno, o quasi, né a destra, né a sinistra, vuole processi più rapidi: perché alla fine una giustizia che funziona finirebbe per essere efficace anche contro la devianza delle classi dirigenti. Nel caso però che, per un miracolo, il 70 per cento degli attuali parlamentari venisse sostituito da persone normali ecco la mia modesta proposta.
1) Ricordarsi che in Italia nel 1989 è stato introdotto il nuovo codice di procedura penale. Da allora sul modello di quanto accadeva nei sistemi anglosassoni, anche da noi la prova si forma in aula: il processo cioè è molto garantista, vengono ascoltati decine o centinaia di testimoni, tutte o quasi le indagini svolte dal pm sono ripetute. Questo è un bene per il cittadino imputato, che così riduce al massimo il rischio di essere condannato da innocente, ma ovviamente implica dei tempi di dibattimento molto lunghi. Il sistema insomma può funzionare solo se si fanno pochi processi. E infatti chi ha ideato il nostro codice prevedeva che se ne celebrassero pochissimi: come accade negli Usa dove l'85 per cento degli imputati, quando le prove sono forti, si dichiarano colpevoli e patteggiano la condanna ottenendo così degli sconti di pena. O in Inghilterra, dove addirittura solo il 10 per cento delle persone sotto inchiesta arriva al processo. In Italia invece la situazione è capovolta: in pochi patteggiano o accedono al rito abbreviato che garantisce uno sconto di un terzo sulla condanna.
2) Bisogna quindi incentivare i patteggiamenti. E l'unico modo per farlo è impedire che i processi si prescrivano quando ormai sono già arrivati davanti a un giudice. Infatti solo se ho la certezza che prima o poi verrà emessa contro di me una sentenza, troverò il patteggiamento vantaggioso. Perché è meglio essere condannato a pochi anni di pena oggi, piuttosto che scontarne molti domani.
3) Abbreviare i tempi della prescrizione, come è accaduto nel 2005, con la legge ex Cirielli, non serve. E non serve nemmeno stabilire che il processo, come vogliono fare oggi per salvare Silvio Berlusconi, dopo un po' va in fumo. Perché se io so che ho la possibilità di farla franca semplicemente aspettando che passi del tempo, non patteggerò mai . Andrò sempre in aula e cercherò di tirarla per le lunghe. E i dibattimenti diventeranno tantissimi. Ingolfando per sempre i tribunali.
4) Ricordarsi, però, che l'istituto della prescrizione ha un senso. Dopo un certo numero di anni lo Stato non ha più interesse a indagare su un reato commesso molto tempo prima. Perché è inutile lavorare per scoprire gli autori di un crimine che le stesse vittime non ricordano più.
5) Ricordarsi che invece non ha senso far prescrivere un reato quando ormai gli imputati sono stati individuati. In Italia ci sono processi che saltano in primo grado, in appello e addirittura in Cassazione. Tutto viene cancellato quando già polizia e magistrati hanno consumato molti soldi pubblici ed energie per indentificare i presunti colpevoli: un'assurdità. All'estero questo non accade. In Germania, per esempio, una volta che c'è stata la prima sentenza, la prescrizione è definitivamente interrotta. Negli Stati Uniti muore addirittura il giorno del rinvio a giudizio.
6) Smettere di far finta di adottare nuove soluzioni per velocizzare i processi. E introdurre un qualsiasi codice penale o di procedura penale di qualsiasi paese democratico. Magari prendendo quello Svizzero che, rispetto agli altri, ha un pregio. È già scritto in italiano.

Questa invece è una mia proposta: evitare di celebrare i processi vanificati dall'indulto, dove cioè si sa già che sarebbe inutile spendere energie processuali per condannare un imputato che non sconterà nessuna pena per il sopravvenuto
indulto. Questo ovviamente potrebbe sortire un effetto boomerang, cioè legittimare un provvedimento (indulto) aberrante, eticamente e giuridicamente.

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17 novembre 2009

Libere idee per uscire dalla crisi




A parte i propagandistici proclami degli esperti, l'Italia, come quasi tutti i paesi occidentali, non è ancora al riparo dagli effetti devastanti della crisi economica in atto. Ecco due proposte di riforma formulate dai redattori del sito Lavoce.info. Due idee a costo zero per accellerare il processo di allontanemento dalla crisi, perchè come si legge sul sito, se l'Italia uscisse dalla crisi crescendo come prima della recessione, ci vorrebbero 15 anni solo per tornare ai livelli di benessere precedenti la crisi.
E questo non è certamente auspicabile!!!!

Ecco i due articoli:

1. ENERGIA E AMBIENTE

Fare ripartire il paese per riprendere il corso precedente significa sprecare una grande opportunità. L'occasione da cogliere è quella di indirizzare lo sviluppo in una diversa direzione, più improntata alla sostenibilità. Importante è fare interventi di tipo strutturale.Un intervento, in linea di principio neutrale rispetto al bilancio statale, è quello di detassare il lavoro e tassare maggiormente l'energia in base alle emissioni generate. Si dovrebbe rispolverare la proposta di carbon tax introdotta nella Legge finanziaria per il 1998 dall'allora ministro Ronchi. La proposta è in linea con quanto si va prospettando in Europa.Un secondo tipo di intervento è di natura regolamentare per omogeneizzare il regime di autorizzazione e controlli legati alla diffusione delle energie rinnovabili e alle misure di efficienza energetica, al fine di favorire lo sviluppo di nuovi settori di attività economica che portano con sé occupazione e iniziativa imprenditoriale. Qui è importante migliorare i meccanismi di coordinamento e raccordo tra l’amministrazione centrale e quelle locali. Infine, si tratta di disegnare opportuni incentivi alla ricerca e innovazione nel campo delle nuove tecnologie sulle fonti energetiche alternative e su quelle di risparmio ed efficienza energetica. Dovrebbero essere incentivi sia alla ricerca di base e applicata, sia di riorientamento delle abitudini di consumo energetico. ( fonte )

2. FISCO

L’indicazione principale è per politiche a favore di soggetti che non possono soddisfare la propria domanda di consumo o di investimento in quanto vincolati, per motivi di reddito o di liquidità. Sono invece sconsigliate misure generalizzate di riduzione fiscale, perché destinano risorse anche a soggetti che consumerebbero o investirebbero comunque, a prescindere dall’aiuto ricevuto. Sul fronte delle imprese sono prioritari: la restituzione dei crediti che le aziende vantano nei confronti delle amministrazioni pubbliche, che hanno come ricaduta l’allungamento dei termini di pagamento reciproco fra le imprese stesse, e il rafforzamento dei fondi di garanzia sul rischio di credito, in modo da ridurre l’esposizione a tale rischio da parte delle banche. Su fronte delle famiglie è prioritaria l’estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori precari. Si può poi pensare a una riduzione del carico Irpef sui lavoratori a basso e medio reddito, ad esempio attraverso un aumento della detrazione per lavoro che possa essere trasformata in trasferimento positivo in caso di incapienza. ( fonte )

Qui di seguito ho postato alcuni commenti agli articoli soprastanti. Idee rispettabili di gente comune, spunti disinteressati e condivisibili, che forse hanno il difetto di non essere strumentali ad alcun potere forte del paese. Eccone alcuni:

Rendere "obbligatori" gli scaldacqua solari, integrati con l'impianto di riscaldamento, in tutti gli edifici nuovi e, progressivamente, anche in quelli esistenti. La tecnologia è economica, semplice, matura ed efficiente, al contrario del fotovoltaico, costoso, immaturo e complesso. [...]Vantaggi: - veloce ritorno dell'investimento - creazione di decine di migliaia di posti di lavoro (installatori/manutentori) - tecnologia spesso "made in Italy" - tecnologia matura ad alto rendimento - riduzione importazioni di energia fossile e miglioramento bilancia dei pagamenti - riduzione emissioni di CO2 - aumento del livello di coscienza ecologica della popolazione Francamente, quando penso che per avere acqua a 40 gradi uso una fiamma a 1400 gradi prodotta da un Idrocarburo (inquinante e costoso) che proviene da 12000 KM di distanza, non mi sento molto intelligente. ( Bruno Cipolla )

Per ridurre l'evasione fiscale promuovere e incentivare l'utilizzo della moneta elettronica, eliminando progressivamente e velocemente il contante. La tecnologia esiste e costa anche poco.[...] Con tecnologie per micropagamenti si può eliminare il contante anche per pagamenti di pochi cents e, per i micropagamenti, l'intermediario non serve. Adottando per alcuni anni incentivi drastici, come, per esempio due-tre punti percentuali in meno di IVA per tutti i pagamenti elettronici, si potrebbe accelerare molto l'adozione della moneta elettronica.
( Bruno Cipolla )

Sono d'accordo anch'io sulla necessità di abbassare la pressione fiscale solo su famiglie a basso reddito e con figli. Se si abbassassero ai ceti benestanti questi spenderebbero l'extra in vacanze all'estero e auto straniere, il che non gioverebbe certo all'economia italiana. Per questo motivo occorrerebbe invece aumentare le tasse sulle auto oltre una certa potenza, diciamo 80 CV, e magari su case oltre ad es. 100 mq e girare il gettito extra in forma di detrazioni fiscali su spese varie, come l'energia, ecc. in modo anche da combattere contro l'evasione fiscale. Occorrerebbe anche un piano industriale che crei dei poli tecnologici a sostegno delle nuove industrie, come l'eolico, il fotovoltaico, le nanotecnologie, le biotecnologie.
( Antonio )


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14 novembre 2009

Citizen journalism: scadente ma libero.




Il giornalismo partecipativo (citizen journalism) è il termine con cui si indica la nuova forma di giornalismo che vede la partecipazione attiva dei lettori, grazie alla natura interattiva dei nuovi media e alla possibilità di collaborazione tra moltitudini offerta da internet. Tom Curley, il direttore dell’Associated Press, nel 2004 disse: «(...) i consumatori vorranno utilizzare la natura interattiva di internet per partecipare direttamente allo scambio delle notizie e delle idee. L’informazione come lezione sta lasciando spazio all’informazione come conversazione ».
OhmyNews, il sito di informazione sud-coreano più visitato (oltre un milione di utenti al giorno) ha il 70% dei suoi contenuti prodotti da circa 35 mila cittadini-reporter, utenti comuni che decidono di dare il proprio contributo inviando un articolo. La redazione è composta di sole 47 persone. AgoraVox, sulla scia di OhmyNews, è diventato il primo sito di citizen journalism in Europa. Nasce in Francia nel 2005 ed è letto da un milione di visitatori ed è la seconda fonte di notizie dopo le Figarò. La versione italiana: AgoraVoxItalia è stata aperta nel settembre 2008 e conta un équipe di 450 reporter. Se questi esperimenti hanno dato vita a siti di informazione visitati da milioni di persone è perché la collaborazione di migliaia di utenti garantisce la qualità del prodotto. Come ha scritto Dan Gillmor: « i miei lettori, collettivamente, ne sanno più di me » Rupert Murdoch, nel suo discorso all’American Society of Newspaper Editors dell’aprile 2005, ha ammonito i direttori delle testate: «Dobbiamo incoraggiare i lettori a pensare al web come il luogo in cui coinvolgere i nostri inviati e redattori in discussioni più estese sul modo in cui una particolare notizia è stata riportata o costruita o presentata. Allo stesso tempo dovremmo sperimentare l’uso dei blogger per integrare la nostra copertura quotidiana delle notizie su internet». Current TV, la televisione via cavo creata da Al Gore è basata su filmati della durata massima di 5 minuti, denominati pods,[...]si basa per il 25% della sua programmazione su video prodotti dai telespettatori e inviati alla redazione tramite il sito internet dell’emittente.[...]Current tv ha recentemente aperto un canale in Italia, unico paese non anglofono in cui ha aperto una sede, e trasmette sulla piattaforma Sky.
Le forme del giornalismo partecipativo sono variegate e si possono distinguere anche per il grado di coinvolgimento dei lettori. [...] Si va dal livello più superficiale, la possibilità per gli utenti di inserire commenti agli articoli, alla sollecitazione dei racconti degli utenti su determinati argomenti, dalla consultazione durante la creazione dei contenuti ai blog ospitati o aggregati sul sito, fino ai siti interamente costruiti grazie ai contributi degli utenti, che possono essere a loro volta sottoposti a controllo editoriale o completamente liberi.
I vantaggi del citizen journalism: la possibilità per i lettori di esprimere commenti, la funzione di filtro delle notizie presenti in rete attraverso i link, il controllo dell’accuratezza delle informazioni pubblicate, l’arricchimento delle fonti e degli spunti a disposizione dei giornalisti grazie alle proposte e ai racconti degli utenti, la possibilità per i giornalisti di chiedere suggerimenti e correzioni al pubblico. Inoltre, la partecipazione modifica il ruolo dell’informazione: il lettori si trasformano da consumatori passivi a protagonisti del processo informativo. Come scrive Rebecca MacKinnon: «una persona assorbe e rielabora l’informazione a un livello assai più profondo se può anche essere coinvolta in una discussione su di essa, e anche di più se fa il passo successivo di articolare il proprio pensiero scrivendo in uno spazio pubblico».
Fonte: Wikipedia cioè la più grande e letta enciclopedia al mondo,uno dei più grandi esempi di informazione partecipativa, costruita da oltre 350 mila autori diversi che hanno prodotto 1 milione e 900 mila voci in più di 180 lingue (mediamente 3.758 nuovi articoli al giorno).

Ovviamente questo nuovo modo di fare giornalismo presenta alcune insidie. Affidare un compito così importante per gli assetti democratici di ogni paese, sostanzialmente a dei non-professionisti potrebbe incidere sulla qualità dei contenuti informativi. Certamente, il panorama giornalistico professionista internazionale è desolante, con pochi giornalisti liberi e preparati sganciati da una massa di asserviti al potere e quindi, ben venga una nuova forma di fare notizia affrancata dalle lobby che manovrano il mondo. Certamente, il boom del giornalismo partecipativo di questi due anni (esistono attualmente oltre 14 milioni di blog e un nuovo blog viene creato ogni secondo) si stà un pò ridimensionando, com'era ovvio.

Ecco una notizia di ieri, che annuncia il cambiamento del progetto di Current tv e sottoliea i limiti del citizen journalism:

Il canale "social" di Al Gore, inaugurato nel 2005 con lo scopo di portare in tv i concetti del web 2.0 e del citizen journalism, taglia 80 dipendenti e si trasforma in un network tradizionale. Non ha funzionato lo "strano miscuglio" fra informazione tradizionale, fatta da giornalisti dotati di competenze specifiche, e contenuti generati dagli utenti senza valutazioni su rilevanza e veridicità. La nuova impostazione di Current Tv, voluta dal neoamministratore delegato Mark Rosenthal, torna al modello del giornalismo "top down", in cui sono di nuovo distinti in ruoli fra chi l'informazione la produce, cercando e selezionando le notizie con professionalità e responsabilità, e chi ne fruisce, senza per questo rinunciare all'interattività e alle grandi potenzialità offerte da internet e dalle nuove tecnologie per avvicinare i lettori/spettatori ai giornalisti. [...] L'inversione di tendenza voluta da Al Gore per Current Tv sta coinvolgendo anche il web, dove gli utenti stanno sempre più selezionando i contenuti di informazione da quelli generici. Non che i contenuti generati dagli utenti non trovino più spazio, anzi: piattaforme come YouTube e simili sono sempre più affollate di contributi video uploadati dai navigatori. Un conto, tuttavia, è proporre contenuti editoriali selezionati e proposti gerarchicamente secondo valutazioni giornalistiche basate sulle classiche cinque W (who, what, why when, where, ovvero chi, cosa, perché, quando e dove), un conto è "buttare online" qualunque cosa senza alcuna valutazione sulla rilevanza, veridicità o eticità di ciò che viene messo in Rete. Questo ovviamente non esclude affatto che nell'universo dei blog, di YouTube, dei social network e in generale degli "UGC" si possano trovare notizie e spunti di grande valore giornalistico; il punto è che serve qualcuno in possesso degli strumenti per valutarli, eventualmente approfondirli e riproporli in una logica gerarchica, trasformando un generico "contenuto" in una "notizia".
( fonte )

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12 novembre 2009

Quel fresco profumo di libertà





Quando la mafia diventa un "modo di comportamento" significa che quel determinato tessuto sociale è talmente intriso di cultura mafiosa da non consentire di distinguerla dalla cultura della legalità e del vivere civile.
Ecco l'agghiacciante notizia di qualche giorno fà:

"Tre giocatori della squadra del San Luca che milita nella prima divisione calabrese, sono scesi in campo, domenica scora contro il Bianco, con il lutto al braccio per la morte di Antonio Pelle, boss della 'ndrangheta, deceduto per cause naturali il 4 novembre scorso."
( fonte )

Notizia incommentabile, che suscita un senso totale di impotenza, che vanifica gli ingenti sforzi della magistratura antimafia e della società civile impegnata a combattere questo cancro che immobilizza il meridione. Certamente indica una strada: quella di una nuova cultura della legalità, che, come diceva Borsellino, preferisca il fresco profumo della libertà al puzzo del compromesso morale della mafia.

"La cultura ed il metodo mafioso ogni giorno di più diventano prassi diffusa: una componente della normalità italiana”.
(da Il ritorno del principe, Roberto Scarpinato)